UN COMPLEANNO AMARO



Le strategie Europe Biodiversità e Farm to Fork ad un anno dalla loro uscita


Il 20 maggio di quest’anno, nella giornata mondiale dedicata alle Api, si è celebrato un primo compleanno importante per l’Europa e la speranza di un vero Green Deal. Esattamente un anno prima, infatti, la Commissione Europea, in piena Pandemia da Covid19, alla presenza della presidentessa Ursula Von der Leyen, rendeva pubbliche la strategia sulla Biodiversità per il 2030(1) e la Strategia “dal campo alla tavola”, più nota con il nome originale “Farm to Fork”.(2) Le due strategie, nate sulla scia del progetto del Green Deal Europeo, hanno lo scopo di segnare la via della sostenibilità per il prossimo decennio al fine di raggiungere gli obiettivi dell’Agenda ONU 2030 (Obiettivi per uno sviluppo sostenibile)(3) e fare dell’Europa il continente più ambizioso sotto il profilo ambientale. E in effetti questi documenti hanno un carattere quasi “rivoluzionario”: tra le prime volte nella storia d’Europa si presenta chiaramente il conto dei danni che il nostro stile di vita sta portando all’ambiente ma anche alla nostra salute, definendo delle linee di intervento e dei target quantitativamente definiti e ambiziosi da raggiungere entro il prossimo decennio.

Il significato di questi documenti è già presente nei loro titoli e sottotitoli: quello della strategia sulla Biodiversità 2030 recita “Bringing nature back into our Life” ossia “Riportiamo la Natura nelle nostre Vite”, e per fare ciò la Commissione chiede di creare aree protette per almeno il 30% della superficie terrestre e marina (e il 10% rigidamente protette), di ripristinare 25.000 km di tratti fluviali e di riportare almeno il 10% di aree naturali nelle aree agricole, nonché si assume l’impegno di definire altri obiettivi vincolanti per il ripristino ambientale.

La Strategia Dal Campo alla Tavola, il cui titolo è già significativo, riporta come sottotitolo “Our food, our health, our planet, our future”, a sottolineare come l’intera filiera agroalimentare deve contribuire alla sostenibilità di ciò che mangiamo e alla garanzia di un futuro più sano ed equo per tutti. Per questo è necessario dimezzare l’uso e il rischio dei pesticidi, dimezzare l’uso degli antibiotici e ridurre del 20% i fertilizzanti, grazie anche al raggiungimento di una superficie del 25% coltivata a Biologico in Europa. Ma questo non basta, devono infatti cambiare le abitudini alimentari, passando ad una dieta più ricca di vegetali

Il 20 maggio di quest’anno, nella giornata mondiale dedicata alle Api, si è celebrato un primo compleanno importante per l’Europa e la speranza di un vero Green Deal. Esattamente un anno prima, infatti, la Commissione Europea, in piena Pandemia da Covid19, alla presenza della presidentessa Ursula Von der Leyen, rendeva pubbliche la strategia sulla Biodiversità per il 2030(1) e la Strategia “dal campo alla tavola”, più nota con il nome originale “Farm to Fork”.(2) Le due strategie, nate sulla scia del progetto del Green Deal Europeo, hanno lo scopo di segnare la via della sostenibilità per il prossimo decennio al fine di raggiungere gli obiettivi dell’Agenda ONU 2030 (Obiettivi per uno sviluppo sostenibile)(3) e fare dell’Europa il continente più ambizioso sotto il profilo ambientale. E in effetti questi documenti hanno un carattere quasi “rivoluzionario”: tra le prime volte nella storia d’Europa si presenta chiaramente il conto dei danni che il nostro stile di vita sta portando all’ambiente ma anche alla nostra salute, definendo delle linee di intervento e dei target quantitativamente definiti e ambiziosi da raggiungere entro il prossimo decennio.

Il significato di questi documenti è già presente nei loro titoli e sottotitoli: quello della strategia sulla Biodiversità 2030 recita “Bringing nature back into our Life” ossia “Riportiamo la Natura nelle nostre Vite”, e per fare ciò la Commissione chiede di creare aree protette per almeno il 30% della superficie terrestre e marina (e il 10% rigidamente protette), di ripristinare 25.000 km di tratti fluviali e di riportare almeno il 10% di aree naturali nelle aree agricole, nonché si assume l’impegno di definire altri obiettivi vincolanti per il ripristino ambientale.

La Strategia Dal Campo alla Tavola, il cui titolo è già significativo, riporta come sottotitolo “Our food, our health, our planet, our future”, a sottolineare come l’intera filiera agroalimentare deve contribuire alla sostenibilità di ciò che mangiamo e alla garanzia di un futuro più sano ed equo per tutti. Per questo è necessario dimezzare l’uso e il rischio dei pesticidi, dimezzare l’uso degli antibiotici e ridurre del 20% i fertilizzanti, grazie anche al raggiungimento di una superficie del 25% coltivata a Biologico in Europa. Ma questo non basta, devono infatti cambiare le abitudini alimentari, passando ad una dieta più ricca di vegetali


Note

1) https://ec.europa.eu/info/strategy/priorities-2019-2024/european-green-deal/actionsbeing-taken-eu/eu-biodiversity-strategy-2030_it

2) https://ec.europa.eu/info/strategy/priorities-2019-2024/european-green-deal/actionsbeing-taken-eu/farm-fork_it

3) https://www.un.org/sustainabledevelopment/

4) https://www.europarl.europa.eu/thinktank/it/document.html?reference=IPOL_STU%282020%29629214

5) http://www.lipu.it/news-natura/notizie/

16-comunicati-stampa/1584-pnrr-transizione-non-ecologica-e-cultura-grigia



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