MANGIARE CON PIACERE



In una società dove si è condizionati a ritmi di vita troppo veloci, dove tutti hanno poco tempo e tanto stress, dove bisogna essere magri e belli ad ogni costo è chiaro che il cibo perda di importanza o diventa semplice dargli un significato diverso da quello che dovrebbe avere.

L’atto del mangiare ci coinvolge a tutti i livelli. Il cibo non influenza solo i comportamenti chimici del corpo ma anche quelli emotivi e fisici. Infatti sarà capitato a tutti che una litigata possa far aumentare i bruciori gastrici, che il senso di colpa possa favorire la stitichezza, che una carenza affettiva possa scatenare la fame di dolci, così come innamorarsi può aiutare a dimagrire o ritrovarsi immersi in un’attività piacevole possa farci dimenticare di mangiare.

Nella maggior parte dei casi consumare i cibi che ci piacciono può sollevarci il morale e farci sentire soddisfatti e rilassati. Per contro, il consumo dei nostri cibi preferiti a volte può causare effetti quali il senso di colpa e il rimorso. Capita a tutti: ci possono essere problemi al lavoro, nello studio, nella vita di coppia. Siamo infelici e mangiamo per compensa-re la sensazione di vuoto. Spesso sento raccontare dai miei pazienti che il mangiare è la sola gioia e gli alimenti diventano l’unico appagamento nell’intera giornata. Il cibo ci da conforto, è inutile negarlo. Quante volte ci siamo buttati sui bi-scotti dopo una brutta giornata di lavoro? O quante volte abbiamo mangiato un cioccolatino di troppo dopo una litigata in famiglia? Il cibo è sempre lì a disposizione per aiutarci a colmare un disagio psicologico. Non c’è nulla di sbagliato, funzioniamo cosi, specialmente noi donne.

Quindi come comportarci? Rendendoci piano piano più consapevoli dei meccanismi sia fisici che emotivi che entrano in gioco. Diversi studi scientifici promossi da neuroscienziati hanno provato che esiste un’area del cervello dove han-no sede le aree del piacere e della sazietà. E’ stato visto che queste aree sono strettamente connesse e rispondo-no agli stessi neurotrasmettitori. Da ciò si deduce come tutti i comportamenti o le esperienze che possono aumentare la percezione del piacere andranno anche ad aumentare la sensazione di sazietà, contribuendo pertanto a limitare il consumo di cibo non necessario. Risultato? Si andrà a limitare il consumo di cibo di cui non ab-biamo veramente bisogno. Da qui nasce il connubio mangiare e piacere. Piacere inteso come provare piacere nello svolgere una specifica attività (sport, lettura, hobby ma anche meditazione, incontrarsi con amici, essere premiati al lavoro...) che va a ripercuotersi sul senso di sazietà e di cibo introdotto ai pasti. Alimentarsi con piacere è un percorso che ci aiuta a compiere i passi necessari per uscire dal meccanismo delle diete e recuperare rispetto per il corpo e serenità nei confronti del cibo. E’ un percorso verso il benessere totale della persona che pro-va felicità e quindi non solo focalizzato verso la perdita di peso.

E’ importante sfatare il mito che vede la dieta come una sofferenza: una sana alimentazione può essere ricca di cibi buoni e soddisfacenti che arricchiscono la nostra vita quoti-diana, basta sapere come dosar-li e utilizzarli in modo equilibrato. Infatti le calorie non sono tutto. Imparare a nutrirsi in modo sano ed equilibrato senza troppe rinunce Quindi oramai siamo tutti d’accordo che la felicità fa dimagrire ovvero quando sei impegnato a fare ciò che ti appassiona il cibo non è più un’ossessione.

Bisognerebbe capovolgere il concetto di dieta e partire dal concetto di felicità e benessere rapportato al cibo. Solo in questo modo si possono rag-giungere e mantenere il peso forma. Lo scopo è quello di stimolare la produzione delle molecole del piacere sia tramite un approccio positivo alla vita sia con uno stile di vita sano e sportivo, con l’obiettivo di facilitare e mantenere il dimagrimento, abbinando tutto a un corretto stile alimentare.

Vogliamo dimagrire e mantenere il peso raggiunto? Incoraggiamo allora il nostro cervello a produrre molecole del piacere! Possiamo stimolare una specifica area del cervello a produr-re molecole del piacere dedicandoci ad attività che ci fanno stare bene: la danza, la palestra, l’arte, sviluppare qualche hobby dimenticato.

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