La pedagogia ai tempi del web

Aggiornato il: apr 28



A poche decine di anni dalla sua nascita, di Internet non si può fare a meno. Con tutti i dispositivi di cui disponiamo ormai l’interconnessione globale sviluppa ogni giorno miliardi di dati scambiati in ogni settore e comparto, dalla ricerca scientifica, alla gestione ammnistrativa pubblica e privata, alla comunicazione dei media tradizionali, alla informazione in tempo reale attraverso i social media, in tutti gli angoli del globo.

In tempo di emergenza sanitaria da pandemia si è sviluppato un settore che prima riguardava solo alcune categorie di professionisti: le videoconferenze. Collegati in rete, con l’ausilio di adeguati dispositivi integrati (telefono, computer) in tempo reale due o più persone da qualsiasi luogo possono non solo scambiarsi informazioni, ma anche dibattere come se fossero in una sala conferenza.

Il mondo della scuola è stato coinvolto in modo preponderante da questo sistema. La scuola si è dotata di una piattaforma che mette in collegamento insegnanti e studenti che possono così fare lezione a distanza in alternativa alla tradizionale lezione in presenza dentro l’aula della scuola.

Ma sotto il profilo pedagogico quali possono essere le conseguenze di fronte a questo nuovo modello?

Il bambino è, da una parte, caratterizzato da curiosità, da apertura al nuovo, dalla fiducia nell’adulto. Dall’altra è caratterizzato dalla vulnerabilità. Dalla permeabilità.

La sua stessa apertura lo rende dipendente da figure di riferimento salde.

L’ambiente scolastico porta il bambino a fare diversi tipi di esperienza: affettivo, relazionale, sociale, emotivo, fisico, intellettivo.

Se una volta la persona bambino o adolescente non aveva l’opportunità di scegliere dove andare a studiare e che tipo di contatti avere nell’ambiente scolastico, oggi è tutto cambiato. Non ci sono imposizioni,

anzi. Già dalla scuola materna o dal nido d’infanzia, le famiglie cercano di dare continuità alle relazioni che si sono create. Spesso sono amicizie dello stesso quartiere, degli incontri nei parchi o nelle piscine. Non arrivano mai completamente soli, anche perché la rete web crea “amicizie” in una ristretta cerchia.

L’evoluzione della pedagogia ha dato una grande spinta aiutando i genitori a scegliere non più in base ai valori religiosi o laici, ma in base agli interessi reali della famiglia, al tipo di formazione necessaria a creare un futuro concretamente felice ai figli e ai genitori.

Oggi il termine Pedagogia sta per disciplina umanistica che studia l’educazione e la formazione dell’uomo lungo il suo intero ciclo di vita. È la base della formazione etica, morale, fisica, psicologica e spirituale dell’essere umano. Utilizza il rapporto diretto fra le persone, l’esempio, il dialogo, lo scambio, il linguaggio non verbale, le emozioni. Il docente porta il discente al ragionamento, al pensiero critico. Aiuta a formare un giudizio oppure a togliere pregiudizi. Senza imposizioni.

Posto che:

1- il Web è un intreccio composto da ordito e trama, che permette di navigare e usufruire di un sistema molto vasto di contenuti amatoriali e professionali collegati tra loro attraverso legami detti Link;

2- serve a fare ogni tipo di ricerca, da quella scientifica e di calcolo, a trovare e conoscere nuove persone, a risolvere questioni pratiche come portare la spesa a casa o guardare da casa un angolo del pianeta come fossimo sul posto,

quale relazione intercorre tra internet e la moderna scienza dell’educazione?

Specularmente all’utilità dell’uso quotidiano, l’eccesso di esposizione a internet, può provocare nel tempo, disturbi anche gravi, sia sul piano fisico, come l’affaticamento della vista, la postura, sia psicologica, fino alla dipendenza. Se queste conseguenze sono riscontrabili nell’adulto, ancor

di più lo sono negli individui in fase di crescita, cioè nei bambini e negli adolescenti. Col tempo i soggetti giovani sovraesposti ad internet manifestano disturbi dell’apprendimento. Al riguardo, la psicologia dell’età evolutiva ha prodotto molta letteratura, mettendo in guardia, genitori e insegnanti sull’uso che è diventato abituale, di internet. Nei bambini e nei giovanissimi, il pericolo si avverte soprattutto per quanto riguarda i contenuti di cui fruiscono facilmente attraverso i social, i nuovi media che affascinano per la loro facilità e tempestività nell’allargare l’orizzonte dei contatti personali. Disturbi del comportamento che possono compromettere uno sviluppo psico-fisico equilibrato e vanificare la missione della scuola.

Cionondimeno è sbagliato demonizzare il web. Occorre che gli adulti, e nella fattispecie gli insegnanti, siano formati non solo nell’utilizzo a fini ludici e di supporto alla didattica, ma anche sui rischi di un uso eccessivo e non selettivo dei suoi contenuti.

Mentre l’utilità del web è indiscutibile, lo è meno per la scienza dell’educazione a meno di una attenta e mirata applicazione e comunque con il filtro dell’adulto. La vulnerabilità, come già detto, è una caratteristica dell’individuo bambino o adolescente, sempre pronto a raccogliere emozioni dall’esempio che gli viene dato dalle figure adulte, sia genitori sia insegnanti. Emozioni che nascono dalla relazione umana, dalla persona come figura fisica, dai gesti, dal tono di voce, ma anche dallo spazio che lo circonda, che per il bambino rappresentano il mondo, la società. Per un bambino della fascia 0 – 6 anni, un dispositivo con lo schermo può attrarre e affascinare ma non suscita le emozioni utili alla sua crescita fisica, psicologica e spirituale. In una parola, non aiuta a sviluppare la coscienza.

Nel tempo il concetto di pedagogia e pedagogista si è evoluto tanto che nel secolo scorso sono stati elaborati diversi modelli educativi. Due in particolare sono riconosciuti significativi e per tanti aspetti, attuali.

Parliamo dei metodi Montessori e Steiner, tra loro diversi ma che hanno in comune alcuni principi fondamentali e che hanno l’obiettivo di

sviluppare la coscienza individuale a partire dall’età pre-scolare, scolare ed evolutiva. Al centro sono i laboratori dove i bambini possono esprimere tutta la loro carica creativa e apprendere attraverso il gioco.

Per tornare a internet, fin dalla sua introduzione, nel 1996, il suo rapido sviluppo ha messo in discussione le modalità e i tempi delle relazioni umane. La scuola deve ancora sfruttare tutte le potenzialità del web e in questo periodo di pandemia la didattica a distanza si dimostra indispensabile per non interrompere il rapporto degli studenti con la scuola, soprattutto per le fasce più grandi. Tuttavia questa condizione può evidenziare una discriminazione tra fasce di studenti di diversa provenienza famigliare: chi ha dimestichezza col mezzo ed è dotato in casa di strumenti e di confronto resta più coinvolto e ottiene più risultati di quelli che a casa non vivono condizioni favorevoli sul piano culturale, economico e sociale, e con uno scarso rendimento, corrono il pericolo di abbandono scolastico che invece può essere scongiurato se vive il rapporto con gli insegnanti e con i pari in presenza fisica. Paradossalmente, uno strumento adatto e utile a tutti, può diventare discriminante sociale.

In ogni caso restano i limiti sopra detti sull’uso di internet per i bambini da zero a sei anni.


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