Il riscaldamento globale si porterà via un terzo dei ghiacciai dell'Himalaya

Nella migliore delle ipotesi, i cambiamenti climatici provocheranno la scomparsa di un terzo dei ghiacci dell'Hindu Kush, un sistema montuoso che dona acqua dolce a un quinto della popolazione mondiale. Nella peggiore, trasformerà queste vette in nuda roccia.


Le preoccupazioni sulla fusione dei ghiacci perenni si concentrano per lo più su Antartide, Artico e Groenlandia, ma il global warming minaccia, da vicino e nella quasi globale disattenzione, anche l'Hindu Kush himalayano, il cosiddetto Terzo Polo della Terra, perché qui è conservata la maggior parte delle riserve di ghiaccio del Pianeta, se si escludono le regioni polari.

Anche se il mondo rispettasse l'obiettivo più ambizioso degli Accordi di Parigi, quello di mantenersi entro i +1,5 °C di rialzo delle temperature medie dai livelli preindustriali, un terzo dei ghiacciai di quest'area montuosa, di cui fanno parte cime come l'Everest e il K2, scomparirebbe entro il 2100. Se l'aumento sarà di 2 °C, è probabile che a sparire sia la metà dei ghiacci; se invece continueremo con gli attuali livelli di emissioni di gas serra, cosa che renderebbe impossibile contenere l'aumento della temperatura media globale sotto questi limiti, se ne andranno i due terzi delle coperture glaciali di queste montagne.

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