GEOPOLITICA, LAVORI IN CORSO


La profonda recessione globale e le turbolenze politiche che attraversano il mondo, non fermano il Dragone Giallo che avanza inesorabile alla conquista dei continenti


TUTTI IN CRISI, MENO UNO

Nello scenario catastrofico da pandemia, che ha causato una crisi senza precedenti sul piano sanitario quanto su quello economico, e che segnerà il futuro della società a livello planetario, vanno segnalati alcuni eventi di rilievo internazionale accaduti a distanza di pochi giorni e con molta probabilità non casuali. L’Occidente è in fibrillazione per le elezioni del presidente degli Stati Uniti d’America, che si dimostra una nazione spaccata a metà su tutte le scelte politiche del presidente uscente (di cui le posizioni riguardo al virus - in un Paese dove la sanità è un privilegio per ricchi- che al 20 novembre conta oltre 260mila morti), ad esclusione del contrasto all’avanzata del maggior competitore economico sul fronte orientale. Anche il nuovo presidente eletto converge su questo punto. La ormai conclamata super potenza cinese espande i suoi tentacoli a ritmo serrato verso tutti i continenti, in primis verso l’Europa, dove già da tempo ha acquisito aziende in molti settori e controlla infrastrutture strategiche che favoriscono una inarrestabile penetrazione di mercato. Il primato dell’economia non è più appannaggio della patria del capitalismo, ma di un Paese con un regime totalitario che nell’arco di pochi decenni è passato dalla povertà alla supremazia economica globale. A distanza di un anno dalla comparsa (almeno ufficialmente) del coronavirus che ha messo in ginocchio l’intero mondo, la Cina, dove tutto ebbe inizio, comunica di non avere

più contagi e nel frattempo avrebbe accelerato la ricerca per un vaccino che sarebbe disponibile entro pochi mesi. Che si creda o meno a questa versione ufficiale, la notizia è meno eclatante dell’accordo del 16 novembre che ha definitivamente affermata la leadership della nuova superpotenza in tutta l’area Asia-Pacifico e non solo. Il Regional Comprehesive Economic Partnership (Rcep) è la più grande intesa commerciale a livello mondiale, interessa 15 Paesi, coinvolge circa 3 miliardi di persone e vale il 30 per cento del Pil mondiale. Promuovendo l’accordo, la Cina ha inferto un duro colpo all’America di Trump che con la sua politica protezionistica la perseguitava, come ha fatto con l’Europa, con l’introduzione dei dazi, dopo la cancellazione, annunciata alla sua elezione, del TTP (Trans Pacific Partnership), il trattato promosso da Barack Obama, che valeva il 40% dell’economia mondiale e coinvolgeva i Paesi affacciati sul Pacifico con l’esclusione della Cina. E’ stata l’occasione che ha permesso al presidente Xi-Jinping, in quattro anni di diplomazia, di ribaltare lo scenario commerciale di tutta l’area Asia-Pacifico.Lo smacco per gli Usa e la sua politica “America first” è ancora più pesante se si considera che l’accordo è stato siglato anche dai suoi alleati come la Corea del Sud e il Giappone,nemico storico della Cina. Il Primo ministro cinese Li Keqianq ha dichiarato al Global Times: <<il Rcep rappresenta un colpo al protezionismo e al bullismo economico degli Stati Uniti, e aiuterà la regione dell’Asia-Pacifico a prendere la leadership globale nella ripresa post-Covid-19 e a ridurre l’egemonia Usa nella regione>>. Sono parole chiare che sono state enunciate a distanza di due settimane dall’annuncio da parte del presidente Xi Jinping del nuovo Piano quinquennale di sviluppo economico e sociale con una proiezione degli interventi al 2035. Quasi a dispetto della profonda recessione globale e delle turbolenze politiche che attraversano il mondo.

LA CINA E L’OCCIDENTE

In 40 anni la Cina ha fatto progressi straordinari. Mentre sui mercati internazionali è in grado di competere a livello globale in tutti i settori, dal calcio all’high tech, e punta alla penetrazione del mercato europeo in modo più incisivo (per questo serve una rete logistica lungo la rotta anche con basi militari di appoggio e di controllo realizzando nuove alleanze politiche), sul piano interno, Xi-Jinping ha annunciato la sconfitta della povertà assoluta in tutto il Paese.

La competizione USA-Cina nel ridisegnare la mappa d’influenza e delle alleanze economico-politiche e militari, impegna schiere di politologi, studiosi della finanza, del marketing internazionale e di strategie militari a definire i nuovi equilibri globali nel secolo post capitalista.

Gli artigli dell’Aquila a Testa Bianca non fermeranno il Dragone Rosso che con fierezza avanza inesorabile alla conquista di nuovi mercati (una grande porzione del continente africano è già sotto controllo). Riguardo l’ambito militare, il piano di sviluppo cinese prevede investimenti straordinari, dalla deterrenza nucleare (oggi le testate sono circa 300 e raddoppieranno nei prossimi 10 anni), all’installazione di basi strategiche nell’Oceano indiano, in particolare a Gibuti. Intanto gli USA rafforzano la NATO con pesanti sforzi chiesti agli Stati membri compresa l’Italia. Naturalmente Russia e India non stanno a guardare. Annodare i filiIn questo annus horribilis, la televisione ci ha abituato a riconoscere le zone del mondo con i colori della diffusione del contagio da coronavirus; se proviamo ad aggiornare i colori i funzione delle guerre o dei focolai di conflitti, avremmo una mappa disseminata di punti caldi, che rispondono alle aree di influenza delle nazioni potenti interessate al sottosuolo che nasconde giacimenti di materie prime e risorse energetiche. La mappa comprende gli incendi dell’Amazzonia e nella categoria conflitti dobbiamo comprendere le lotte degli indigeni che si oppongono alle politiche di devastazione e di deforestazione decisi per dare spazio agli allevamenti intensivi delle multinazionali. Molti sono i fenomeni distruttivi dell’ambiente che vengono descritti come naturali ma che invece sono conseguenti alle scelte scellerate dell’uomo e che sono correlati ai cambiamenti climatici e favoriscono l’insorgere di epidemie (solo in Italia, secondo il Rapporto Legambiente 2020, negli ultimi dieci anni i fenomeni metereologici estremi sono stati 946 in 507 Comuni). “La richiesta di nuovi terreni per i pascoli e per la produzione di mangime a basso costo destinato anche ai nostri allevamenti intensivi è la spinta maggiore a incendi e deforestazione” (Greenpeace). Nella maggior parte dei casi, infatti, gli incendi in Amazzonia (come in numerose altre foreste dell’America Latina) vengono innescati deliberatamente per gli interessi dell’agroindustria. Tra il luglio 2019 e il giugno 2020 l’Italia ha importato dal Brasile oltre 25mila tonnellate di carne, più di ogni altro Paese dell’Unione europea, mentre nel 2019 il nostro Paese è stato fra i primi dieci importatori di soia brasiliana dell’Unione. Politiche per nuovi equilibri (in)sostenibili Il mondo è alla ricerca di un nuovo equilibrio. La fine della Guerra Fredda ha distrutto l’equilibrio bipolare basato sulla divisione del mondo in due blocchi che favoriva la semplificazione delle relazioni tra Stati, aumentando la prevedibilità e assicurando una sostanziale stabilità. Gli assetti geopolitici durati 40 anni oggi sono in pieno sconvolgimento e l’attuale instabilità accentuata dalla pandemia, è destinata a durare a lungo. Molti focolai sono mascherati da motivi religiosi, ma in realtà sono finanziati dalle nazioni potenti che li fomentano secondo la logica strumentale del “dividi et impera”.In concreto, quale relazione ha tutto questo con la tanto declamata “sostenibilità”, se il Medio oriente, il Caucaso, l’Africa sono teatro di scontri a cui ormai siamo abituati e non diamo il peso politico e umano che meritano al pari della medicina nel fare prevenzione e sconfiggere le malattie.Con l’attuale pandemia, l’industria farmaceutica e il comparto produttivo strategico che non sente la crisi, anzi, con gli enormi investimenti in ricerca per un vaccino, sono salite le quotazioni delle multinazionali impegnate sul tema; non meno importante nell’incrementare il proprio business è la logistica legata all’espansione dell’e-commerce, sia internazionale, sia locale, che, grazie al distanziamento sociale e alla chiusura degli esercizi commerciali, scavalcano e, di fatto portano al fallimento la miriade di piccole imprese del commercio al dettaglio. In pratica si assiste alla concentrazione del commercio in poche multinazionali, che vedono gonfiare il proprio business oligopolistico a discapito del tessuto economico locale. Grazie alla rete, il cittadino interessato a informarsi e a seguire gli eventi che caratterizzano questo periodo di crisi globale, dispone di una quantità immensa di informazioni in tempo reale che gli consentono di comprendere e interpretare i fenomeni. Ecco che, considerando ogni cosa, nonostante i progressi scientifici e tecnologici, gli tocca osservare quanto l’uomo riveli la sua fragilità. Per combattere un virus invisibile gli individui devono applicare restrizioni delle libertà personali e distanziarsi fra loro.Proviamo, senza scomodare filosofi e sociologi, a riportare i grandi problemi alla dimensione più vicina della vita quotidiana, e domandiamoci se, per esempio, l’intensificarsi dei commerci tra i continenti porta benefici concreti alla popolazione o risponde ad una logica di sviluppo che considera le persone meri consumatori. Al sistema di trasporti internazionale sempre più energivoro si lega l’aspetto sanitario nel senso che batteri e parassiti viaggiano con le merci. Certo vi sono protocolli per l’importazione e l’esportazione, per la prevenzione sanitaria e i relativi controlli soprattutto relativi alle derrate alimentari; tuttavia, non di rado apprendiamo l’arrivo di fitopatologie, parassiti e virus provenienti da altri continenti, favorito dall’intensificarsi degli scambi commerciali, che trovano habitat favorevole a causa dei cambiamenti climatici. L’esempio più vicino è la strage di ulivi nel Salento, causata dalla Xilella che proviene dal Costa Rica e il Punteruolo rosso che ha falcidiato le palme secolari in tutte le nostre regioni meridionali, originario dell’Asia sud-orientale e il Citrus Tristeza Virus proveniente dall’Asia Minore che causa la “Tristeza” degli agrumi.In barba all’Agenda ONU per il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità, i grandi temi come quello dell’Acqua, cruciale per la sopravvivenza dei viventi su questo Pianeta, non trovano soluzione. La mappa aggiornata evidenzia disuguaglianze irrisolte tra Nord e Sud del mondo, confinando le informazioni (quella che era ipotesi, oggi è certezza: c’è relazione tra Covid-19 e inquinamento) legate ai cambiamenti climatici, a notizie di serie B, efficaci solo per l’effetto impattante sull’audience.

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