Educarsi alla Felicità




“E’ utile ri-educarsi alla felicità! Felicità è uno stato dell’essere. E’ fiducia in sé e nella vita”


Esiste un’età giusta per essere felice? C’è un’età giusta per iniziare a realizzare un sogno lasciato in stand by o semplicemente, rinnovarsi accettando una nuova sfida? Cosa deve accadere nella nostra vita per far scattare la motivazione, l’impulso di realizzare i nostri desideri? A volte si parte dopo una separazione, un lutto, una malattia, una scelta universitaria sbagliata in gioventù, un’ esperienza dolorosa che ci porta a riflettere su come abbiamo vissuto finora. Altre volte è la mancanza di serenità dovuta a una crisi nel lavoro, un fallimento economico, la sindrome del nido vuoto a casa … ci sentiamo svuotati e privi di vitalità. Ci sentiamo frustrati. La vita fatica ad avanzare, tutto sembra molto pesante e complicato.

La tristezza fa molto male e può diventare collera nel confronto di noi stessi o degli altri, e come diceva Vinicius de Moraes:” tristeza nào tem fim, felicidade sim…” (la tristezza non ha fine, la felicità si)

Non sono d’accordo, anche se è una canzone bellissima!

ULTIMAMENTE SI PARLA TANTO DI AUTENTICITA’ E RISVEGLIO, ESSERE RISVEGLIATI…. FARE SPAZIO ALLA PARTE PiU’ PROFONDA E SINCERA DI NOI STESSI PER AMBIRE ALLA FELICITA’….

Educazione non è istruzione perché non seguiamo regole, direttive che ci porteranno a un fine. Nell’educazione facciamo emergere i nostri potenziali manifesti e latenti; il percorso è allo stesso tempo l’obiettivo. Dura tutta la vita! E’ dinamica, coinvolge tutte le nostre dimensioni – fisica, mentale, emotiva, psicologica e spirituale.

E’ acquisizione consapevole di buone attitudini mentali, verbali e fisiche, per ricostruire la propria esperienza di vita con un’altra qualità.

Non riesco a credere in me? cerco di accontentarmi, oppure mi fermo agli schemi a me tanto rassicuranti? Ecco la parte di me che devo curare! Sono attenta al mio corpo? Probabilmente mi lancia messaggi che non colgo con attenzione. Ascolto i miei desideri. Li guardo in faccia e faccio le mie scelte. I nostri interessi annunciano lo stadio nel quale stiamo per entrare.

Rieducarsi è avere coscienza anticipante. Ho presente dove voglio arrivare, i problemi che dovrò affrontare. Penso in grande e mi porto all’apprendimento quotidiano. Quando rompo un piede devo fare riabilitazione, se rompo uno schema nel quale ero inserito devo ri-abilitarmi a vivere bene fuori da quello schema. Senza l’idea del fine non si può parlare di educazione, e il fine è sempre la mia dignità come essere umano.

Rieducarmi alla felicità è cercare nuovi orizzonti, perché avverto la mia insufficienza, il mio disagio esistenziale.

Si nasce per la vita. Abbiamo bisogno di espanderci, distenderci, donare, ricevere e restituire. E’ un atto di fiducia nelle proprie risorse manifeste e no, è disponibilità alla progettualità. E’ alleggerirci del superfluo! decido ciò che mi importa e no!

La nostra interiorità è in dinamismo continuo, pronto a ricevere e a rilanciare. Fidiamoci! ci parlerà di quello che vuole fare, dove vuole andare e con chi. Ci libera dalla frammentazione.

Non ci sono limiti per imparare perché noi abbiamo molteplici intelligenze: intuitiva, emozionale, pratica, co-creativa, visuale, musicale, corporale, bioetica, inter e intra personale, linguistica e matematica, spirituale. Dove non arriva una ci arriva l’altra. Nel processo educativo vado a conoscere ed armonizzare tutte le mie intelligenze. In questo modo anche le emozioni che in qualche modo non riuscivo a gestire e mi

bloccavano si trasformano. La paura lascia il posto al coraggio. L’ansia lascia il posto alla convinzione, l’angoscia lascia il posto alla fiducia, l’autostima debole all’amore incondizionato per sé e gli altri. Ma come si forma una salda autostima? Dalla consapevolezza del proprio valore. Il mio valore come essere umano non dipende dai miei successi o fallimenti. Il mio valore come essere umano dipende dalla mia capacità di amare la mia vita e quella degli altri così come siamo. La prima relazione è tra me e il mio spirito.

Poi tra me e gli altri. Io e il mio compagno, i miei figli, parenti, amici … sono contenta e grata a me stessa.

Quando basiamo la nostra gioia di vivere sulla gratitudine per ciò che siamo, proprio qui ed ora in queste condizioni, la tendenza a lamentarsi scompare, perché capiamo che stiamo migliorando.

La lamentela è molto distruttiva, è come una malattia spirituale. Indebolisce le difese immunitarie, facilmente diventiamo preda della collera o della tristezza perche ci sentiamo impotenti. Contagiamo il nostro ambiente con queste energie e creiamo un circolo vizioso. A volte cerchiamo addirittura di consolarci in qualche modo con cibo, shopping, sesso, ecc. Ma è un consolarci dalla frustrazione derivante dal non riconoscere che al di là di tutto, noi possiamo sempre sentirci bene con noi stessi. Quando stiamo bene con noi stessi, il cibo, il sesso e lo shopping sono ancora più piacevoli!!! Non è frutto di un atteggiamento di fuga, ma un’azione consapevole che ci gratifica.

L’autostima diventa più salda con la nostra capacità di gioire. Quante volte ringrazio la mia vita? La mia capacità di prendere cura della mia salute? Di ascoltarmi, di respirare profondamente prima di spazientirmi. Quante volte mi sorrido allo specchio? Mi prendo in giro con affetto? Leggo o sento una musica che mi piace molto?

Quali sono le barriere alla mia felicità? Cosa mi impedisce di sentirmi felice? I soldi, la famiglia, l’amore, la salute, il lavoro, la casa … ecc. E’ giusto dover aspettare che tutto si risolva per sentirmi più contenta e gioiosa, in armonia con me, con l’ambiente? I condizionamenti non determinano ma soltanto influenzano una persona.

L’adulto ha bisogno di sentire la propria responsabilità non solo in termine di prestazione, ma principalmente come ruolo fondamentale nella formazione di persone autonome, sicure e piene di interessi e curiosità per tutto. A cominciare da noi stessi…

Responsabilità è capacità di rispondere, presuppone che ci sia presenza fisica, mentale e spirituale. Se sono presa dalle mie preoccupazioni, dai vari problemi che giustamente mi affliggono, come posso rispondere a chi mi è vicino e ha bisogno di me? Prima rispondo a me!

Il valore che posso creare dai miei problemi è che, mentre loro emergono davanti a me chiedendo attenzione ed energia, emerge insieme a loro la consapevolezza che posso risolverli. Diventerò più serena ancora e più elastica e aperta alle soluzioni che mi si presenteranno. Intanto rispondo alle priorità che ho in questo preciso momento.

Non scappo, non lascio che emozioni negative prendano il sopravvento, non le trasmetto a chi non è in grado di aiutarmi a risolvere, per non appesantire la vita degli altri, anzi, cerco l’aiuto di persone competenti che possano sostenermi. Dunque mi rieduco alla predisposizione di essere felice e realizzare i miei sogni. Da ora in poi!

E’ normale e sano aver sogni e desideri, sono importantissimi per stare bene con se stessi. Ogni individuo è unico, con le proprie caratteristiche, esperienze, conoscenze acquisite, capacità e margini di crescita, è importante aver maggior fiducia in sé stessi e maggior identità nel proprio ruolo in modo da acquisire sicurezza e consapevolezza.

Per arrivare a valorizzare i propri desideri bisogna riconoscerli e far spazio dentro di noi. Offrirgli tempo e fiducia. I sogni sono le guide che ci indicano la direzione dello sguardo del cuore. Dove mi portano? All’amore, al piacere, alla gioia, dunque alla Felicità.

Per conoscersi meglio dobbiamo sentire bene tutto ciò che amiamo, adoriamo, che ci fa impazzire di piacere e viverli al massimo! La mia idea finale deve essere di amarmi di più, avere più fiducia nelle mie capacità, vivere una vita in cui mi sento creativa, completamente a mio agio!

L’amore per la mia vita è riconoscimento della fortuna di essere viva! Fiducia che posso farcela! Ho un infinito potenziale dentro di me, tutto mio! Da scoprire e manifestare attivamente. Se cerco la conferma fuori di me, creo una dipendenza dall’esterno. Se offro all’ambiente la mia convinzione creo un’onda di benefici … tramite la realizzazione dei miei sogni.

0 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti

20 maggio: Giornata internazionale delle api

Sentinelle dell'ambiente, indicatori della biodiversità, le Api sono preziose e insostituibili. Insieme ad altre specie di invertebrati come le farfalle, garantiscono l'impollinazione. Le api domestic