BRAIN GYM E MONTESSORI

Aggiornamento: apr 28



BRAIN GYM E MONTESSORI: due metodi educativi a confronto


Ho iniziato la mia attività di Educatrice della prima infanzia basandomi anche sull’insegnamento di Paul E. Dennison, pedagogista, ed è per me naturale ricondurre la pratica quotidiana al metodo Brain Gym®, da lui fondato. Questo metodo, nato negli anni Sessanta del secolo scorso, è un’evoluzione della sua linea pedagogica frutto della ricerca di Dennison sui seguenti parametri:

Educazione Cinestesica Biomeccanica Neuroscienza Sviluppo sensoriale Attività di movimento consapevole Integrazione tra emisferi cerebrali e sfera emotiva Nel precedente numero di Ecoideare, ho affrontato il metodo Montessori, che da oltre un secolo è seguito ed apprezzato in molte parti del mondo; qui voglio tracciare un parallelo tra i due metodi, evidenziando come in entrambi si rivela fondamentale l’osservazione dei bambini dalla nascita fino ai tre anni nell’attività di gioco e di relazione, e come questi sono in grado di sviluppare Sinapsi. Le sinapsi sono la funzione di collegamento tra neuroni (connessioni neurali). Il processo sinaptico pone le basi della costruzione dell’intelligenza. Fondamentale in questo periodo nutrire e stimolare l’interazione tra gli emisferi destro e sinistro del cervello. L’emisfero destro è responsabile dei movimenti corporei, creatività, musica, disegno, immagini, canto e del controllo dei muscoli. L’emisfero sinistro ha le competenze del linguaggio, della logica, l’analisi, la matematica, e della precisione dei movimenti. Non è un caso che i primi movimenti dei lattanti sono quelli di rotolare da un lato all’altro e di gattonare poi. Secondo il metodo Montessori il periodo delle sinapsi è quello più importante per il corretto sviluppo del bambino. Secondo Paul E. Dennison, creatore del metodo Brain Gym®, il piacere di apprendere comincia nel corpo e sono fondamentali per l’apprendimento i movimenti, l’osservazione, l’ascolto la coordinazione mani occhi dei neonati. Man mano che cresce, il bambino, tramite i movimenti istintivi, inizia a creare nuovi collegamenti neurali. Ogni nuovo apprendimento abbisogna di capacità di osservazione. Osservare richiede prestare attenzione a ciò che facciamo e a come assimiliamo informazioni attraverso il tatto, la vista, l’udito e gli altri sensi. Maria Montessori ha affermato l’esistenza di tre periodi embrionali: fisico (prima della nascita), psichico o spirituale (dalla nascita ai 3 anni), sociale (dai 3 ai 6 anni). Montessori ha chiamato “la mente assorbente” la forma mentale del bambino che gli permette di assorbire l’ambiente in cui vive per poi realizzarsi tramite l’interazione. Affermava l’importanza fondamentale dell’ambiente con i suoi valori nella formazione dell’individuo bambino, soprattutto nella fascia zero tre anni. Ecco perché nelle scuole per l’infanzia da lei fondate Montessori ha creato ambienti adatti alle esigenze dei più piccoli; il suo metodo si basa sul massimo rispetto del bambino, dove è escluso ogni intervento esterno. Montessori difendeva l’Idea che il bambino mentre gioca o ripete un’azione sta creando le connessioni neurali che gli permetteranno di imparare e assimilare un’esperienza. Interromperlo o proporre costantemente nuovi giochi fanno arrestare il processo di apprendimento. La “mente assorbente” è guidata dagli istinti, i bambini scelgono un’attività, o un gioco, mossi da questo istinto perché ne hanno bisogno per la propria crescita, si concentrano con attenzione e imparano spontaneamente con piacere. Questi processi Montessori li ha definiti “periodi sensitivi”. Questi periodi variano, una volta che la competenza cercata dall’istinto è acquisita. Il bambino cercherà altre esperienze. D’altro canto il bambino nel suo percorso di crescita lascerà perdere una facoltà acquisita per un’altra più appropriata. Il bambino che si sente sicuro camminando non gattonerà più per esempio. Paul E. Dennison nei suoi studi sull’importanza dei movimenti nel processo del risveglio all’apprendimento ha tolto il limite alla capacità di rinnovarsi. Il metodo Brain Gym® permette il ricollegamento tra mente e corpo, restituendo potenza all’interesse istintuale primario di guidare ogni persona di qualsiasi età, alla propria realizzazione. È ciò che succede a una persona anziana che decide di imparare a studiare una lingua diversa o per esempio, a un adulto che decide di imparare a guidare. Montessori e Paul Dennison hanno in comune la consapevolezza dell’importanza del bisogno di scoprire, innato in ogni essere umano, della gioia che ne deriva e della possibilità di dare libero spazio alla scoperta e di conseguenza alla capacità acquisita. Montessori era contraria alla sovra stimolazione del bambino, in quanto ci insegna come i movimenti, in apparenza

banali, possono cambiare la prospettiva di vita. Dennison spiega il significato di vivere ”ipofocalizzato” o “iperfocalizzato””, due modalità comportamentali che danno luogo a squilibri. Montessori ha fatto capire l’importanza della spinta interiore del bambino e di come, in mancanza di stimoli corretti, rischia una regressione. Entrambi i due studiosi riconoscono il ruolo fondamentale del flusso vitale e della guida interiore di ogni individuo a prescindere dell’età.

Il movimento è al servizio della vita psichica e permette la libera esperienza. Paradossalmente il primo movimento che permette l’apprendimento e l’assorbimento di nuove capacità è la concentrazione. Maria Montessori ha capito che il bambino ha la naturale attitudine alla concentrazione e che potrà essere sviluppata nel tempo. Il metodo di Paul Dennison studia e definisce il passaggio dalla concentrazione alla sopravvivenza, all’attenzione dinamica e quindi l’apertura al nuovo, alla progettualità. Un bambino che si concentra ascoltando musica o guardando un sassolino per strada, sta formando una nuova sinapsi. E per questo va lasciato libero di fare; l’interruzione genera frustrazione che in seguito si manifesta in svariate modalità. In comune Montessori e Dennison hanno la visione olistica dell’individuo e la relazione profonda con l’universo, una relazione che si riflette nella educazione. La visione dinamica delle leggi universali appare nel metodo Montessori e nel Brain Gym® tramite la necessità di lasciare spazio alla libertà interiore in funzione della naturale disciplina comportamentale acquisita per far fronte a un nuovo apprendimento. Essere liberi di far ciò che desideriamo nel contesto culturale di cui facciamo parte e al quale vogliamo collaborare per migliorarlo. Forse la disciplina è la più alta manifestazione di libertà. Però deve essere interiorizzata e basarsi sulla collaborazione. La relazione educativa si basa sulla fiducia. Che sia quella di un bambino verso l’adulto o tra due adulti, bisognerà saperla costruire. I valori difesi da Maria Montessori come rispetto per il bambino, empatia, libertà di azione e gioia della scoperta, giusto per citarne alcuni, sono perfettamente in linea con i valori sostenuti tuttora da Paul E. Dennison nel suo metodo. Il processo di apprendimento è dinamico

e cambia per ogni fase evolutiva, non esiste un limite per imparare qualcosa, per cambiare prospettiva di vita e iniziare ad agire in modo completamente diverso.

Uno dei ruoli dell’educazione è aprire l’essere umano alle proprie nascoste potenzialità. E se lo fa con gioia e dinamismo può essere determinante per tutta la vita.

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