ANDARE OLTRE IL BIOLOGICO



Andare oltre il biologico, cosa significa? Il significato cambia a seconda della posizione lungo la filiera ed in base all'interesse speci­fico di chi si avvicina al settore. Per un cittadino-consumatore sicuramen­te l'obiettivo si colloca in una mag­giore salubrità, in un'ulteriore ridu­zione dell'impatto ambientale, nella maggiore sicurezza d'uso abbinata ad una maggiore convenienza eco­ nomica; per il produttore, invece, nella riduzione della burocrazia, del costo di produzione ed in una maggiore redditività, oltre che in una maggiore certezza di collo­ camento commerciale del proprio prodotto; per il fornitore di servizi (consulente, organismo di certifica­zione, fornitore di input e di servi­zi vari) in una maggiore certezza delle "regole del gioco" ed in una maggiore sicurezza di poter conti­nuare a fornire detti servizi. Per la società civile il biologico dovrebbe garantire una maggiore sostenibi­lità, sia sotto il profilo ambientale che quelli sociale ed economico. Garantire tutto questo è compito di tutti, ognuno per la propria respon­sabilità. Per raggiungere l'obiettivo è necessario applicare al meglio le conoscenze tecnico-scientifiche, sviluppare la ricerca, trovare nuovi modi di produrre per ridurre l'uso e l'abuso delle risorse ambientali, incrociare l'uso dei fattori produtti­vi ricercando la migliore efficienza ed efficacia possibili, ridurre sfridi e sprechi per rendere meno "costoso" il processo, creare le condizioni nor­mative più efficienti per evitare l'ec­cesso di burocrazia che attanaglia il nostro paese ed il biologico, sul lato dei consumatori divenire consumato­ri consapevoli, ovvero in grado di scegliere i prodotti ed i processi più sostenibili per salvaguardare questa nostra casa comune che è il pianeta Per questo andare oltre non può limitarsi, per il biologico, al nuovo regolamento CE 848/2028 che sostituirà l'attuale regolamento CE 834/2007 e che entrerà in vigore il prossimo 01.01.2021. Un settore produttivo non può limitare i propri orizzonti ad un nuovo dispositivo normativo che nella sostanza, alme­no per produttori e consumatori, non cambierà il paradigma su cui si reg­ge il biologico. E' un tipico atteggia­mento di noi italiani quello di appog­giare tutte le nostre speranze su una nuova legge senza capire il perché è stato necessario cambiare la prece­dente o perché si è reso necessario modificarlo. Questo "modus operan­di" lo abbiamo anche quando dob­biamo produrre le norme nozionali. Il biologico è un settore che più di altri soffre di "polluzione normativa" con conseguente moltiplicazione di adempimenti ed oneri burocratici; ogniqualvolta si presento un probl&­ mo si chiede un nuovo decreto, una nuovo delibera, uno nuovo circola­re, una nuovo noto con il risultato che ci aggrovigliamo in interpreta­zioni fra le più disparate ed ognuno accampo ragioni richiamandosi od un qualche dispositivo normativo.

Andare oltre deve implicare un forte cambiamento rendendo il biologico ancor più disponibile per il consu­matore ed ancor più in grado di ga­rantire quella sostenibilità che già oggi garantisce. Per raggiungere questo obiettivo è necessario immet­tere più innovazione nel processo di produzione agroalimentare nel rispetto dei principi e dei criteri che definiscono il concetto di agricoltura ed agroalimentare biologico e non aumentare i vincoli burocratici per dimostrare ad una pletora di orga­ni pubblici che si sta producendo nel rispetto delle regole comunitarie che definiscono coso è biologico. Esiste già un sistema di controllo e certificazione che fornisce ga­ranzie sufficienti al mercato ed al consumatore e questo è testi­moniato dalla crescita dei con­sumi, da un lato, e dai risultati dell'attività di vigilanza, dall'altro. Andare oltre oggi significa sem­plificare e rendere più efficiente il percorso di produzione per ridurre i vincoli burocratici e rendere pos­sibile l'allargamento della base produttiva accanto all'introduzione di innovazioni che congiuntamen­te alla semplificazione consenta di ridurre i rischi produttivi ed i conseguenti costi di produzione.

Ciò potrà essere conseguito anche in virtù di un miglioramento delle rese sia in termini di quantità che di qualità; ancora oggi nella filiera del biologico elevata è l'incidenza del prodotto che deve essere destinato a segmenti commerciali poco remune­rativi perché qualitativamente non in linea con le esigenze di tali segmenti. Il biologico è cresciuto molto in quest'ultimo decennio, ma ancora oggi nel nostro paese rappresen­ta all'incirca il 3,5% dei consumi alimentari totali; è a tutt'oggi un settore giovane in cui molte pro­ blematiche tecniche non sono state risolte e da ciò ne derivano rischi elevati per i produttori agricoli. Una percentuale ancora limita­ta dei consumi non ha consen­tito di applicare modelli distri­butivi efficienti con sprechi di risorse lungo le differenti filiere.

Da quanto sopra si desume come "andare oltre" significa impe­gnarsi e lavorare sodo per dare al settore biologico gli strumenti, ancora mancanti, per essere più efficiente ed ancor più convincen­te sul piano della sostenibilità.

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