AMARE O VIZIARE

Aggiornato il: apr 28



Aiutare un bambino a crescere significa essere il suo esempio ogni giorno


Sappiamo che educare non è un compito facile. Ogni bambino ha i propri bisogni e non esiste consiglio che valga per due bambini, nemmeno quando sono fratelli. Tuttavia il fatto che un bambino non cresca viziato non dipende affatto dalle attenzioni che gli vengono date, ma dal tipo di attenzioni.

Nel caso dei propri figli, preoccuparci e investire del tempo su di loro non li renderà mai viziati. Proprio perché amati, dobbiamo dimostrare a loro come gestire le emozioni che provano e a far loro capire che non si può sempre avere quello che si vuole e che le lacrime e la rabbia non sono sempre il mezzo giusto per ottenere quanto si desidera. Proprio perché non serve ottenere tutto ciò che si desidera. Vale per tutti!

E’ necessario stabilire delle regole, ma quelle che si decide di condividere vanno rispettate da entrambe le parti a qualsiasi costo. Ogni regola deve essere argomentata e ogni obbligo o restrizione deve essere spiegato. Non è vero che non capiscono. Non li accettano, ma capiscono sempre.

Aiutare un bambino a crescere significa essere il suo esempio ogni giorno, cioè crescere ogni giorno insieme a lui. Dedicargli del tempo di qualità e un amore saggio e pieno che non fa e non accetta ricatti.

L’obiettivo deve essere quello di formare persone felici, ma senza dimenticare che chi educa è umano, con tutti i suoi limiti. Oltre il fatto che bisogna tener conto della eventuale presenza di familiari di diverse generazioni coinvolte in questo compito.

Purtroppo, i genitori di oggi vivono condizioni di scarsa stabilità e sono tendenzialmente insicuri, devono barcamenarsi tra casa, lavoro, economia e famiglia. Spesso, oltretutto, soli.

Vorrebbero il meglio sempre ma hanno l’impressione di non fare abbastanza, ma dobbiamo ricordare che il senso di colpa è nemico dell’educazione ed è controproduttivo per tutti.

Analizziamo il significato di Amare e il significato di Viziare riflettendo sul fatto che i vizi non fanno la felicità e non insegnano a vivere bene.

È nella qualità dell’amore che riservo a me stesso che trovo la chiave per amare “bene” chi mi circonda. Come reagisco alle situazioni di stress quotidiano? Come prendo cura della mia salute e organizzo lavoro e tempo libero? Sulla mia lista di priorità cosa c’è a capo? Riesco a “staccare” prima di perdere il controllo?

Iniziamo da qui. Conosci te stesso, diceva Socrate. Questo semplifica tutto. Dal momento che so che ho bisogno di dormire per riprendermi, o di una passeggiata per svuotare la testa o semplicemente di un bagno o doccia calda per far scivolare via il cattivo umore, ho già fatto metà strada. Non vado a letto più tardi perché devo sentire i parenti, né vado al cinema e sto seduta altre due ore. Tantomeno non vado a letto senza lavarmi. Sono banalità, però formano la buona quotidianità. Aiutano a mantenere un equilibrio psicofisico e in questo modo si riesce a mantenersi connessi con se stessi in modo positivo.

Alla fine volersi e volere bene è molto più semplice di quello che pensa la nostra mente.

Vi siete chiesti perché si parla di frequente dell’abbraccio e della sua importanza? Perche l’affetto non può essere sostituito.

Non esiste viaggio, cena fuori, regalo costoso che possa rimediare a una carenza affettiva. La società è piena di adulti frustrati, dipendenti e alienati. E sono questi stessi adulti che cercano di ridurre il divario esistente tra i loro sogni (belli) e la realtà (brutta).

A questo punto non è difficile capire cosa succede ai bambini e ragazzi nella realtà in cui viviamo.

Se fatico ad ascoltarmi che genere di attenzione sarò in grado di offrire ai miei figli? Se parto già in debito con me, come farò a dargli il mio tempo, le mie coccole, il mio interesse? Lo farò con angoscia, guardando l’orologio o peggio, guarderò il cellulare con lui. E magari decido di regalargliene uno.

Relativamente ai vizi, rischiamo di fare tante promesse, fatte di giocattoli, di abiti ed altro da acquistare; così il tempo insieme è dedicato è il tempo degli acquisti e delle promesse. Sarebbe più semplice dire: oggi passeremo del tempo insieme. Decideremo al momento cosa fare, ok? Per una sola ragione. La promessa di andare al parco, se alla fine giornata siamo stanchissimi, potrebbe rivelarsi un vero autogol. E bisogna invece fare i conti con gli aspetti reali della vita.

Dunque, sentirsi in colpa non educa né premia, rende invece più pesante la vita quotidiana. Ci sono momenti che desideriamo di stare soli, senza nessuno intorno, tanto meno con i figli. Non c’è niente di sbagliato, proprio niente! Anche loro, che

abbiano 12 mesi o 12 anni, non sempre ci vogliono attorno. Negli anni sapremo come va a finire. Loro, i nostri figli, se ne andranno a scoprire il mondo per conto loro con paura ed entusiasmo. E avranno noi come riferimento.

Se abbiamo vissuto bene questo percorso insieme a loro non sarà difficile lasciarli andare. Anche perché saranno più vicini di quanto non immaginiamo. I nostri cuori saranno sempre connessi. L’amore avrà vinto tutte le nostre battaglie.

Amare libera, viziare incatena.

I primi a perdere la libertà siamo noi. Diventiamo prede facili di noi stessi. Facciamo scattare i ricatti, iniziamo un bruttissimo circolo vizioso e la relazione diventa non collaborativa.

Invece tramite l’amore, arriviamo a una complicità che dimezza tempi e spazi. Abbiamo creato la dimensione del rispetto reciproco che funziona anche senza parole. E dopo una giornata difficile tutti ne escono felici e risollevati.

Delle volte basterà veramente un sorriso. La coccola più immediata di tutte.

La dimostrazione universale di amore. Senza tempo né spazio. Il sorriso si sente dalla voce al telefono, dallo sguardo dietro gli occhiali, da un disegno fatto in fretta al proprio bambino.

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