29 Luglio 2021 Overshoot Day



L’Overshoot Day rappresenta il giorno in cui la terra esaurisce le risorse naturali previste per tutto il 2021. Si tratta di una data simbolica determinata dal Global Footprint Network calcolando il numero dei giorni necessario alla terra per fornire le risorse consumate dall’uomo. Per fare questo viene divisa la biocapacità del pianeta (ovvero il quantitativo di risorse naturali che la Terra è in grado di generare ogni anno) per l’impronta ecologica dell’uomo (ovvero il fabbisogno annuo di risorse da parte dell’umanità) e il risultato viene poi moltiplicato per i 365 giorni dell’anno. L’unico fattore a cambiare è la nostra impronta ecologica: le risorse della Terra (e le loro capacità di rigenerarsi) sono le stesse, siamo noi che le sprechiamo ogni anno di più.

Negli anni, questo giorno si è spostato lentamente sempre più indietro nel calendario (si pensi che nel 1970 (anno in cui il mondo è entrato in overshoot ecologico)) l’Overshoot Day è stato segnato al 30 dicembre, nel 2000 al 22 settembre, nel 2010 al 6 agosto, nel 2020 al 22 agosto, a ennesima dimostrazione, qualora fosse necessario, dello spreco che facciamo delle risorse del Pianeta, sempre più affannato a rincorrerci e a fornirci ciò di cui abbiamo bisogno.

Per il resto dell’anno saremo in debito con le risorse del pianeta. Infatti, l’umanità attualmente utilizza il 74% in più di risorse di quello che gli ecosistemi del pianeta possono rigenerare.

Fra le cause principali di questa anticipazione figura l’aumento del 6,6% delle emissioni di Co2 rispetto all’anno scorso, così come la diminuzione dello 0,5% della biocapacità forestale mondiale dovuta in gran parte al picco della deforestazione in Amazzonia.

Diventa una necessità da attuare subito investire in risorse circolari, in grado di assicurare ai cittadini del mondo ciò di cui hanno bisogno, energia in testa, nel pieno rispetto dell’ambiente

Serve dunque una rapida conversione a livello globale, aumentando la produzione di energia da fonti rinnovabili e l’immediato abbandono di sistemi inquinanti e del petrolio. Solo in questo modo potremo evitare che il nostro pianeta diventi completamente sterile nei prossimi anni.

Giorno dopo giorno si avvicina «il punto di non ritorno» quello in cui il surriscaldamento globale avrà conseguenze drammatiche sulla specie umana. Nasce così l’appello di quasi 14 mila scienziati, lanciato dalla rivista accademica BioScience ai governi di tutto il mondo per mettere in cima alla loro agenda politica il tema del cambiamento climatico. Diversi indicatori hanno infatti già superato i limiti e se non si interverrà subito le conseguenze saranno irreversibili e drammatiche per la specie umana. infatti, dal 2019 c’è stato un aumento senza precedenti dei disastri ambientali: inondazioni in Sud America e Sud-Est asiatico, ondate di calore e incendi record in Australia e negli Stati Uniti e cicloni devastanti in Africa e Asia meridionale» e anche in Europa gli ultimi eventi climatici hanno confermato la tendenza.

A novembre gli occhi del mondo saranno puntati su Glasgow, ospite della COP26, il summit sul clima, dove verranno prese le decisioni che porteranno il nostro pianeta verso un futuro più sicuro e sostenibile. Qui c’é l’opportunità di mostrare al mondo cosa si sta facendo per rispondere all’emergenza climatica ed ecologica.

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