RACCOLTA DI STILI DI VITA 

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LO SPAZIO DI

GIORGIO NEBBIA

A cura di: Giorgio Nebbia

Il professor Kalecinsky camminava, alla fine dell’Ottocento, per i boschi della Transilvania, all’estremità orientale dell’impero austroungarico, quando gli abitanti gli raccontarono che a poca distanza si trovava uno strano lago che si era formato il 27 maggio 1875...

A cura di: Giorgio Nebbia

Io amo la robinia, una pianta bella, ma anche di grande interesse ambientale. Il suo nome botanico esatto è “Robinia pseudoacacia” ma viene comunemente chiamata robinia o impropriamente acacia per la sua somiglianza con le piante del genere Acacia; la robinia è originaria del Nord America, forse della Louisiana, negli attuali Stati Uniti, ed è arrivata in Europa nel flusso di semi di piante strane provenienti dal nuovo mondo.

A cura di: Nicola Saluzzi

“Quel ramo del lago di Como che volge a mezzogiorno…”

Se con l’incipit de I Promessi Sposi che ci riporta alle montagne che si profilano a ridosso del lago della sponda lecchese, l’Autore definisce quello “uno dei paesaggi più belli del mondo”, vuol dire che Manzoni non si era spinto verso il nord del Lario, dove l’Adda immette le sue acque nel lago formando uno scenario meraviglioso, tra il piccolo lago di Novate Mezzola e quello che da lì in poi si chiama “di Como” nella fertile piana il cui nome evoca un passato pregno di storia.

A cura di: Goffredo Bordese

“Sono sempre più facilmente disgustato dal fatto che stiamo vivendo in

questa società impegnata a farci spendere più di quanto abbiamo, o più di

quanto dovremmo, per cose di cui non abbiamo realmente bisogno o che

vogliamo, e che inoltre ci sta uccidendo lentamente mentre ci riempie tutte le

discariche e fa cantare sempre meno gli uccelli.” John Updike

A cura di: Fabio Walter Florio

Come forse è comprensibile dal titolo che do alla mia storia, voglio premettere che non sono un economista, sono solo una persona curiosa, diciamo così. Qualche anno fa mi sono imbattuto in una domanda apparentemente banale a cui effettivamente non riuscivo a dare una risposta intuitiva. La domanda era semplice, “i soldi, da dove vengono?”. A fronte di questo quesito il cittadino, di solito, risponde tranquillamente: “Li fa lo Stato”. Bene per la vostra pace mentale vi dico che le cose non stanno esattamente, dico esattamente, così. Vi dico inoltre che nemmeno gli economisti concordano fra loro circa la meccanica della creazione del denaro. 

LE RUBRICHE DI STILI DI VITA

 

ECOEDUCARE

A cura di: Cristina Freire Salles

Ho iniziato la mia attività di Educatrice della prima infanzia basandomi anche sull’insegnamento di Paul E. Dennison, pedagogista, ed è per me naturale ricondurre la pratica quotidiana al metodo Brain Gym®, da lui fondato. Questo metodo, nato negli anni Sessanta del secolo scorso, è un’evoluzione della sua linea pedagogica frutto della ricerca di Dennison

A cura di: Cristina Freire Salles

Abbiamo detto già in altra occasione che è utile ri-educarsi alla felicità perché felicità è uno stato dell’essere, è fiducia in se stessi e nella vita, è l’esigenza di vivere la propria esistenza in modo più completo rafforzando la leggerezza esistenziale.

ECONEWS

A cura della Redazione

RACCOLTA DI TECHNECO 

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di: Marco Cagelli

Scrivere un articolo su come possa essere sostenibile la ricostruzione dopo un sisma è sempre molto difficile: da una parte esiste la necessità di rispondere con rapidità ed efficacia alla domanda di ricostruzione, dall’altra la volontà di ricostruire gli edifici che accoglieranno la comunità in modo nuovo, responsabile, sostenibile, resiliente. I parametri sono tanti e nella nostra storia abbiamo visto metodi diversi per affrontare la questione: dal “dov’era com’era” post Friuli alle new town dell’Aquila, senza dimenticare l’efficacia di soluzioni antiche come

le case baraccate previste dopo i terremoti del XVIII secolo in Calabria. Questo elenco deve farci riflettere: l’Italia ha certamente un territorio martoriato da problematiche non solo sismiche e non mancano, frequenti, le tragedie che impongono emergenze.

di: Giuseppe Farinella

L’analisi è stata presentata dall’ing. Farinella, responsabile dello sportello Energia dell’Associazione Consumatori Utenti, nel corso degli incontri sull’Economia Circolare organizzati da Rinenergy, partendo dal documento ufficiale prodotto unitariamente da tre ministeri: Ministero dell’ambiente, Ministero dello sviluppo economico, Ministero delle infrastrutture e trasporti. Il piano nazionale integrato energia e clima – PNIEC 2030 si struttura su 5 linee di intervento che si sviluppano in maniera integrata agendo su questi fronti:  decarbonizzazione efficienza sicurezza energetica sviluppo del mercato interno dell’energia ricerca, innovazione e competitività

di: Marco Cagelli

Nella storia dell'umanità i cambiamenti sono segnati da un evento spartiacque anche se in realtà sono iniziati molto prima e il cambiamento si espliciterà diversi anni dopo. La nostra società sta affrontando dal 1989 notevoli cambiamenti per la caduta di un sistema di “equilibrio instabile” in cui la minaccia di distruzione globale manteneva ai due blocchi contrapposti il primato delle decisioni escludendo il resto del mondo da uno sviluppo stabile. Una necessaria distinzione del mondo in aree di influenza ed in aree di conflitto limitato, luoghi in cui i due blocchi raccoglievano ricchezze, materie prime, manodopera necessaria al proprio benessere.

Passare molto tempo davanti allo smartphone, in particolare per social e giochi, rende più impulsivi e disposti ad accettare ricompense piccole ma immediate.

A cura della Redazione

Passare molto tempo davanti allo smartphone, in particolare per social e giochi, rende più impulsivi e disposti ad accettare ricompense piccole ma immediate.

LA BIBLIOTECA DI ECOIDEARE

CURIOSITA'

INFORMAZIONI UTILI

RACCOLTA DI ALIMENTAZIONE

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RACCOLTA RIVISTE ECOIDEARE

2020

N.61

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N.59

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N.60

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N.58

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2019

A cura di: Diego Grondona

La fregola sarda è una tipica pasta prodotta in maniera artigianale, ottenuta dalle sapienti mani donne sarde ed è un rito strettamente casalingo: la semola di grano duro, viene prima posata su un piatto largo e fondo, e poi impastata e lavorata con dell’acqua tiepida e salata. In ogni caso la lavorazione è data da un particolare movimento circolare delle mani, uno sfregamento per l’appunto, in modo da ottenere i granelli tipici della fregola. Un documento dello Statuto dei Mugnai di Tempio Pausania risalente al XIV secolo ne regolamentava la preparazione, che doveva avvenire rigorosamente dal lunedì al venerdì, per potere conservare l’acqua e destinarla al lavoro dei campi l’acqua del sabato e della domenica. Tornando alla sua preparazione, una volta che si sono formate le caratteristiche “palline” di fregola, viene lasciata asciugare su un telo prima di essere tostata in forno:

questo procedimento fa assumere alla fregola sarda il caratteristico colore dorato e il particolare sapore che la contraddistingue.

A cura di: Federica Luomi

Le votazioni del Parlamento Europeo definite una vera ecotruffa, tanto da spingere tutti i movimenti a chiedere alla Commissione Europea di gettare nel cestino la proposta attuale

e ripartire da zero PAC: un acronimo sconosciuto ai più diventato virale alla fine del mese di ottobre 2020 su tutti i social media. Un’ onda spinta dai movimenti sociali (dalle associazioni “storiche” al mondo dell’agricoltura biologica fino ai giovani di Fridays for Future) che hanno dato voce allo scontento per le votazioni del Parlamento Europeo (e le posizioni del Consiglio dei Ministri EU per l’agricoltura) in merito ai regolamenti per la programmazione futura della Politica Agricola Comune Europea, la PAC, appunto.

N.57

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N.55

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N.56

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N.54

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A cura di: Fabrizio Piva

Mai come in questo momento le tecnologie informatiche sono entrate nel nostro vissuto quotidiano, basti solo pensare alle svariate piattaforme di dialogo da remoto che consentono di sostituire incontri, momenti di formazione e convegni. A questo si aggiunga la veloce crescita che ha registrato l’e-commerce, le modalità di pagamento senza contanti e tutte quelle tecnologie che hanno evitato lo spostamento delle persone. Tutto ciò è sicuramente frutto del condizionamento causato dalla pandemia e dallo sviluppo della tecnologia, ed in questo particolare caso quella attinente l’informatica. Anche in precedenti interventi abbiamo avuto modo di sottolineare come lo sviluppo della tecnologia abbia permesso di creare forme di innovazione che incidono profondamente sui sistemi e sui processi produttivi e su come questi abbiano benefici effetti sulla sostenibilità dei modelli produttivi.

RACCOLTA DI AMBIENTE E TERRIRORIO 

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A cura di: Roberta Castiglioni

Ogni sera migliaia di storni (Sturnus vulgaris) fanno ritorno al “roost” ovvero al dormitorio collettivo dopo aver trascorso la giornata ad alimentarsi nei campi fuori città. Siamo a Milano, in zona Stazione Centrale, nei pressi dello storico Albergo Gallia, sinonimo di lusso e design made in Italy, costruito agli inizi degli anni Trenta e di recente ristrutturato. Il sito è stato scelto dagli storni in migrazione che, dal nord-est Europa, ogni anno tra settembre e novembre, transitano e sostano nella città meneghina.

A cura di: Riccardo Chisari

Sembra impossibile, ma i sogni si avverano (quasi) sempre.

Da ragazzo sognavo di costruire case in terra e fango, poi crescendo diventava forte la curiosità verso la terra dove mettevo che continuava ad essere occupata dalle abitazioni. Nella totale ingenuità, pensavo dapprima che fossero eventi naturali ma poi scoprii che erano frutto del lavoro delle mani dell’uomo. Ebbene alla fine quella passione mi portò a farmi escogitare una qualsiasi scusa allo scopo di occuparmi dei materiali che poi capii che quella era la mia naturale vocazione: travi, sabbia, cemento, mattoni. Era una bella soddisfazione osservarli, ma in fondo in fondo giaceva qualcosa che non mi appagava completamente. Era come se tra l’uomo e la muratura ci fosse un ostacolo. Cercai di metterci tutto il mio impegno studiando soluzioni con variabili a tutto campo, quando un bel giorno mi approcciai alla terra. Quell’esperienza mi portava ancor più indietro nel periodo della mia infanzia quando giocando realizzavo e sognavo case e palazzi fatti di terra.

A cura di: Paolo Goglio

Sembra impossibile, ma i sogni si avverano (quasi) sempre.

Da ragazzo sognavo di costruire case in terra e fango, poi crescendo diventava forte la curiosità verso la terra dove mettevo che continuava ad essere occupata dalle abitazioni. Nella totale ingenuità, pensavo dapprima che fossero eventi naturali ma poi scoprii che erano frutto del lavoro delle mani dell’uomo. Ebbene alla fine quella passione mi portò a farmi escogitare una qualsiasi scusa allo scopo di occuparmi dei materiali che poi capii che quella era la mia naturale vocazione: travi, sabbia, cemento, mattoni. Era una bella soddisfazione osservarli, ma in fondo in fondo giaceva qualcosa che non mi appagava completamente. Era come se tra l’uomo e la muratura ci fosse un ostacolo. Cercai di metterci tutto il mio impegno studiando soluzioni con variabili a tutto campo, quando un bel giorno mi approcciai alla terra. Quell’esperienza mi portava ancor più indietro nel periodo della mia infanzia quando giocando realizzavo e sognavo case e palazzi fatti di terra.

2018

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N.51

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N.50

Lu - Se

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2017

N.53

N.52